domenica 20 marzo 2016

ENERGIA: da una libreria alla Libia

Libro: Energia per l'astronave Terra
Parole: fotovoltaico, commons, produmatore

Energia elettrica in libreria.

ANCHE A STAR FERMI CI SI STANCA, è proprio vero! La dissipazione è inevitabile. Anche a tenere aperto un negozio tranquillo come una libreria ci vuole parecchia energia. Io ci provo a risparmiare: tanto per cominciare non lavo, quindi non uso la caldaia. D’inverno, mi regolo con l’abbigliamento. Quando ho il turno di notte, tengo lo stesso le luci basse. 
Ma non dovrei. Anzi, la regola è: porte d’ingresso sempre aperte e ambiente luminoso.
E certo, eh! Ha una logica (di “marketing”).

Calorie alimentari in letteratura.

Dal Capitolo Sesto de “La Scopa”:
"Portami nove bistecche, per favore."
"Vuole nove bistecche tutte in una volta?"
"Per favore."
La calorica richiesta è di Norman Bombardini, uno dei personaggi di La scopa del Sistema, che con queste parole al ristorante dispiega la sua ingombranza sul romanzo. Norman ha una curiosa teoria esistenziale che accorpa in un tutt’uno consumismo, costume e dietologia, teoria per la quale lo cito qui. Per David Foster Wallace, l'autore, riunire in una pagina piacevole questi tre ambiti è un gioco da ragazzi, mentre per me sarebbe solo una acrobazia pericolosa. Perciò vado al punto alla svelta.
David fa dire a Norman:
“Io sono un grottesco […] famelico maiale. Un cibomane dalla capienza illimitata e … decisamente facoltoso.”
“Stasera crescerò e crescerò, e con l’orrore della mia gelatinosa presenza colmerò l’assenza che mi circonda. Yin e Yang. In crescita costante!”
Mi fa già ridere l’idea di dare un nome come Norman all’uomo più abnorme della letteratura universale, che tenta di riempire una “assenza” ingurgitando carne e cioccolatini. Ma c’è poco da ridere. Che funzione ha Mr. Bombardini? E chi lo sa! L’autore del romanzo è morto e quindi siamo costretti a interpretare.“Me da un lato e tutto il resto dall’altro”. L’io e l’Altro: ecco cosa caratterizza l’intero universo per ciascuno di noi. Sì, potrebbe essere questo. 

Mettiamo dei paletti: consumo ergo sum non è buono; l'obbligo di colmare i vuoti non è buono, anche se quando non sappiamo gestirli, preferiamo riempirli.
Io l’ho interpretata così: Norman è un invito a non temere il senso di vuoto e a trovare una “soluzione migliore” anche scomoda, ed è anche una parodia di tutti quelli che credono di risolvere un malessere avendo, comprando o consumando. Wallace mi fa pensare che continuare ad alimentare singoli universi non sia poi una buona idea. Meglio accorgersi che si può far parte di un “Noi”. Possiamo fare molte cose stando insieme. 
Perfino produrre energia…
Si avvicina il referendum Anti-trivelle: il punto non è SI o NO, ma essere partecipativi in fatto di politiche energetiche. Le decisioni in campo energetico sono prese sopra alla mia testa, e ciò mi fa pensare di nuovo al “Sistema”.
Il Sistema lavora per indurre il pubblico a sentire il bisogno di qualcosa che gli si può vendere; alimenta la voglia di “soddisfare continuamente” quel bisogno. Pare che il PIL debba per forza crescere... Come Mr. Bombardini, all’infinito.
!?

Come è impossibile per il caro Norman espandersi fino a colmare i vuoti, così il mercato non può crescere all’infinito, e così pure gli idrocarburi non possono durare all’infinito. In tutte e tre le situazioni occorre distinguere il limite per tempo. Altrimenti: ci saranno conflitti per le ultime scorte di idrocarburi, i mercati e i prezzi delle merci impazziranno e, soprattutto, il buon Norman esploderà, con notevole spargimento di sangue e lardo.


Fonti energetiche in Natura. 

La Guerra del Golfo fu una “guerra fossile”, per il petrolio. Fatta, finita. Oggi si parla di intervento in Libia. Alt! Possiamo fare a meno della guerra e possiamo fare a meno del petrolio, a patto che impariamo a usare bene altre energie. E’ uno sforzo immane, lo so, ma ha i suoi risvolti positivi: ci sono materie prime ed energie il cui approviggionamento non accende mischie, e io odio le mischie e la folla e la confuzione, in generale. E voi indossate quel benedetto cappello solare!
Ho la sensazione che tra la gente ci sia una certa intesa su questo: siamo tutti individualità interconnesse nella produzione e nel consumo di energia (i produmatori?), e abbiamo nell'ecologia un'interesse davvero comune (si parla di commons, vedi J.Rifkin). Non a caso esistono già tanti libri sulle fonti energetiche.
Io mi sono letto un po' di roba (che trovi sotto al post) e mi sono convinto che Natura e umani instaurino un rapporto attraverso l’energia. E’ il concetto che mi viene in mente se penso a sintetizzare il libro Energia per l’astronave Terra. Che vi consiglio di leggere IN FRETTA, entro il 17 aprile. 280 pagine.
La natura approvvigiona costantemente tutti “Noi”. Essa non sa di farlo – d’altronde non ha coscienza – ne “Noi” ci accorgiamo che lo fa – eppure noi ce l’abbiamo la coscienza. (?) 

Da quanto ne so, il primo principio della termodinamica è rimasto insuperato: l'energia presente nell'universo è costante, no si crea né si distrugge. Si trasforma. Ma allora non ci conviene smettere di dipendere da qualcosa che si trasforma in puzza, pm10 e un piccolo vuoto nel “giacimento”?
Siccome gli idrocarburi si trovano solo in certi posti, per prenderseli c’è gente pronta a fare persino la guerra. Torno alla Libia, che ha gas e petrolio. Chissà cosa succederebbe se il petrolio non fosse tanto richiesto! Immaginiamo di acquisire un nuovo punto di vista. E con tutto quel sole, l’Africa...
Chissà che sfruttando quell’energia, presente su tutto il suolo, tutti i giorni… 
Ah, l’Africa, prima potenza solare del pianeta! Immagina tutta la gente dividersi il sole in pace (yu-uuu- u u u, you may say, I’m a dreamer…).

Le cellule energetiche domestiche.

Alcuni tra noi hanno già stabilito un rapporto migliore con la Natura, perché fanno parte della rete dell’energia rinnovabile solare, con impianti domestici. E la cosa veramente bella e che questo è loro consentito precisamente sfruttando la TECNICA. La Tecnologia = parola, verbo dell’artefatto, è’stata usata sempre in buona fede, ma ha combinato anche dei guai. Scegliendo il fotovoltaico e l’energia eolica al posto di petrolio e compagnia bella possiamo riparare i danni. La tecnica per farlo c’è, e sappiamo gestirla. Dalla luce, ai volts, l’elettricità! Dal sole alla lampadina! Si può già fare, e chi lo fa è contento...
... Anche perchè Daitarn è suo amico! Ricorda: "Con l'aiuto del Sole, vincerò!"

Segnalo i non nuovissimi ma perciò ecologici volumi (freniamo la macerazione del Vecchio):
La Scelta: come possiamo risolvere la crisi climatica, Al Gore, 2009
La Terra è finita, Piero Bevilacqua, Laterza, 2006 e 2008
La società a costo marginale zero, Jeremy Rifkin, 2014 (grave)
Energia per l'astronave Terra, Armaroli e Balzani, 2011 e 2015 (lieve).
Reitero spudoratamente: La scopa del sistema, di D.F.Wallace e 24/7, di Crary, entrambi Einaudi ed entrambi sia gravi che lievi.

3 commenti:

  1. A Roma si dice "troppi galli a cantà, nun se fa mai giorno"!

    Forse una possibilità di salvarci e fare la cosa giusta ce l'abbiamo (come genere umano intendo) ma ci sono ancora troppi nodi del potere da sciogliere prima di poter vedere qualcosa di concreto muoversi e forse, quando accadrà, "noi non ci saremo".

    Attendo con speranza, per esempio, che il motore endotermico diventi un bellissimo pezzo vintage in favore di nuove e più pulite tecnologie (ma sappiamo che la questione "motori" è solo una parte del problema) ma se dico Nikola Tesla, ti si accende qualcosa? ...

    ...

    https://en.wikipedia.org/wiki/Nikola_Tesla
    https://www.teslamotors.com/it_IT/

    Ciao

    PS: anche Goldrake aveva i motori ad energia solare, sai? Ricordo una puntata in cui i Vegani (sempre loro...) tentano di metterlo in difficoltà attirandolo dietro un pianeta che schermava i raggi solari...devo andare a rivedere come finisce.

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  2. GRAN TESLA! sono un fan di Nikola! genio incompreso (o compreso fin troppo e contrastato)Mi è giunta voce di un test drive di auto elettriche - ti saprò dire!

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  3. commentarsi da soli è triste? Sì, ma questo comm è a uso blocco note: Siamo liberi dal vincolo luce-tenebra lavoro-riposo, ma a caro prezzo. Questa libertà consente maggiore attività a ciascuno di noi. Rinunciarvi sarebbe controproducente. ma abbiamo il dovere di comprendere in che modo questa libertà è possibile, se c'è qualcuno che paga al posto nostro, se ci sono conseguenze pericolose. E penso che sia un dovere disatteso.

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